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Martedì 2 febbraio ore 21.00 – Web Conferenza di astronomia

 “Il tempo da Galileo ai viaggi nel tempo”

 relatore: 
Marilù Chiofalo, Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa e INFN

Romanelli_Chronos_and_his_child
ll “Padre Tempo” Cronos con la sua falce mentre trascina suo figlio,
olio su tela di Giovanni Francesco Romanelli (secondo quarto del XVII sec.)

Il concetto di tempo pervade la storia dell’umanità e lo sviluppo dell’umanesimo scientifico. I Greci utilizzavano due diversi termini, Chronos e Chairos, per rappresentare i concetti di  tempo cronologico e di tempo opportuno, rispettivamente, che corrispondono all’esperienza quotidiana di ciascuno di noi. In fisica, il concetto di tempo ha segnato in modo sia cronologico che opportuno l’evoluzione della fisica, rappresentando ogni volta l’essenza della ricerca di frontiera.

L’idea di questo incontro è rileggere le più rilevanti rivoluzioni concettuali della fisica da Galileo alla fisica dell’Universo, attraverso il concetto tempo. Si inizia con l’esperimento del pendolo di Galileo nell’ambito della meccanica classica, e le sue implicazioni ancora attuali per la fisica fondamentale e per la realizzazione pratica di orologi. Quindi si fa tappa in termodinamica con il concetto di entropia e la freccia del tempo. Per poi entra nel contesto della fisica quantistica, discutendo le attuali realizzazioni dell’esperimento del pendolo con atomi a qualche decina di nanokelvin, e la realizzazione di orologi atomici e di tecnologie quantistiche per test di relatività e di fisica fondamentale.

Se il tempo cronologico lo permetterà, un’ultima parte è dedicata al concetto di tempo nelle teorie della relatività ristretta e generale, e di quanto ci sia di rigorosamente scientifico, o solo plausibile, o ancora del tutto  speculativo, nelle prospettive dei viaggi nel tempo.

 MODALITA’ DI ACCESSO

Collegarsi al seguente link:  https://meet.jit.si/

Entrare nella stanza:            “ SAFConferenza2021 “

 

 

Martedì 12 gennaio ore 21.00 – Web Conferenza di astronomia

 “Le stelle variabili (e le distanze in astronomia)”

 relatore: Dott. Emiliano Ricci 

V838_Monocerotis_expansionL’immagine mostra l’espansione dell’eco luminosa della stella variabile
di tipo esplosivo V838 Monocerotis.
NASAESA, H.E. Bond (STScI) and The Hubble Heritage Team (STScI/AURA) – HubbleSite News Release: STScI-2004-10: Space Phenomenon Imitates Art in Universe’s Version of van Gogh Painting

Gli antichi pensavano che il cielo fosse perfetto e immutabile, e che gli unici corpi mobili fossero i pianeti. Nessuno, fino al 1596, si era mai accorto che alcune stelle conosciute e osservate da secoli variavano ogni tanto di splendore. Fu in quell’anno che l’astronomo olandese David Fabricius scoprì la prima stella variabile periodica: era Mira Ceti (dal latino, “meravigliosa”). Da quel momento, l’immutabilità del cielo fu irrimediabilmente compromessa. Ma grazie ad alcuni tipi di stelle variabili, è possibile determinare le distanze delle galassie e le dimensioni dell’Universo. Una scoperta che ha sconvolto per sempre le nostre conoscenze di cosmologia.

 MODALITA’ DI ACCESSO

Collegarsi al seguente link:  https://meet.jit.si/

Entrare nella stanza:            “ SAFConferenza2021 “